Ultimo Messaggio “Urbi et orbi” di Papa Francesco

PASQUA 2025

Piazza San Pietro
Domenica, 20 aprile 2025

Cristo è risorto, alleluia!

Fratelli e sorelle, buona Pasqua!

Oggi nella Chiesa finalmente risuona l’alleluia, riecheggia di bocca in bocca, da cuore a cuore, e il suo canto fa piangere di gioia il popolo di Dio nel mondo intero.

Dal sepolcro vuoto di Gerusalemme giunge fino a noi l’annuncio inaudito: Gesù, il Crocifisso, «non è qui, è risorto» (Lc 24,6). Non è nella tomba, è il vivente!

L’amore ha vinto l’odio. La luce ha vinto le tenebre. La verità ha vinto la menzogna. Il perdono ha vinto la vendetta. Il male non è scomparso dalla nostra storia, rimarrà fino alla fine, ma non ha più il dominio, non ha più potere su chi accoglie la grazia di questo giorno.

Sorelle e fratelli, specialmente voi che siete nel dolore e nell’angoscia, il vostro grido silenzioso è stato ascoltato, le vostre lacrime sono state raccolte, nemmeno una è andata perduta! Nella passione e nella morte di Gesù, Dio ha preso su di sé tutto il male del mondo e con la sua infinita misericordia l’ha sconfitto: ha sradicato l’orgoglio diabolico che avvelena il cuore dell’uomo e semina ovunque violenza e corruzione. L’Agnello di Dio ha vinto! Per questo oggi esclamiamo: «Cristo, mia speranza, è risorto!» (Sequenza pasquale).

Sì, la risurrezione di Gesù è il fondamento della speranza: a partire da questo avvenimento, sperare non è più un’illusione. No. Grazie a Cristo crocifisso e risorto, la speranza non delude! Spes non confundit! (cfr Rm 5,5). E non è una speranza evasiva, ma impegnativa; non è alienante, ma responsabilizzante.

Quanti sperano in Dio pongono le loro fragili mani nella sua mano grande e forte, si lasciano rialzare e si mettono in cammino: insieme con Gesù risorto diventano pellegrini di speranza, testimoni della vittoria dell’Amore, della potenza disarmata della Vita.

Cristo è risorto! In questo annuncio è racchiuso tutto il senso della nostra esistenza, che non è fatta per la morte ma per la vita. La Pasqua è la festa della vita! Dio ci ha creati per la vita e vuole che l’umanità risorga! Ai suoi occhi ogni vita è preziosa! Quella del bambino nel grembo di sua madre, come quella dell’anziano o del malato, considerati in un numero crescente di Paesi come persone da scartare.

Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo! Quanta violenza vediamo spesso anche nelle famiglie, nei confronti delle donne o dei bambini! Quanto disprezzo si nutre a volte verso i più deboli, gli emarginati, i migranti!

In questo giorno, vorrei che tornassimo a sperare e ad avere fiducia negli altri, anche in chi non ci è vicino o proviene da terre lontane con usi, modi di vivere, idee, costumi diversi da quelli a noi più familiari, poiché siamo tutti figli di Dio!

Vorrei che tornassimo a sperare che la pace è possibile! Dal Santo Sepolcro, Chiesa della Risurrezione, dove quest’anno la Pasqua è celebrata nello stesso giorno da cattolici e ortodossi, s’irradi la luce della pace su tutta la Terra Santa e sul mondo intero. Sono vicino alle sofferenze dei cristiani in Palestina e in Israele, così come a tutto il popolo israeliano e a tutto il popolo palestinese. Preoccupa il crescente clima di antisemitismo che si va diffondendo in tutto il mondo. In pari tempo, il mio pensiero va alla popolazione e in modo particolare alla comunità cristiana di Gaza, dove il terribile conflitto continua a generare morte e distruzione e a provocare una drammatica e ignobile situazione umanitaria. Faccio appello alle parti belligeranti: cessate il fuoco, si liberino gli ostaggi e si presti aiuto alla gente, che ha fame e che aspira ad un futuro di pace!

Preghiamo per le comunità cristiane in Libano e in Siria che, mentre quest’ultimo Paese sperimenta un passaggio delicato della sua storia, ambiscono alla stabilità e alla partecipazione alle sorti delle rispettive Nazioni. Esorto tutta la Chiesa ad accompagnare con l’attenzione e con la preghiera i cristiani dell’amato Medio Oriente.

Un pensiero speciale rivolgo anche al popolo dello Yemen, che sta vivendo una delle peggiori crisi umanitarie “prolungate” del mondo a causa della guerra, e invito tutti a trovare soluzioni attraverso un dialogo costruttivo.

Cristo Risorto effonda il dono pasquale della pace sulla martoriata Ucraina e incoraggi tutti gli attori coinvolti a proseguire gli sforzi volti a raggiungere una pace giusta e duratura.

In questo giorno di festa pensiamo al Caucaso Meridionale e preghiamo affinché si giunga presto alla firma e all’attuazione di un definitivo Accordo di pace tra l’Armenia e l’Azerbaigian, che conduca alla tanto desiderata riconciliazione nella Regione.

La luce della Pasqua ispiri propositi di concordia nei Balcani occidentali e sostenga gli attori politici nell’adoperarsi per evitare l’acuirsi di tensioni e crisi, come pure i partner della Regione nel respingere comportamenti pericolosi e destabilizzanti.

Cristo Risorto, nostra speranza, conceda pace e conforto alle popolazioni africane vittime di violenze e conflitti, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo, in Sudan e Sud Sudan, e sostenga quanti soffrono a causa delle tensioni nel Sahel, nel Corno d’Africa e nella Regione dei Grandi Laghi, come pure i cristiani che in molti luoghi non possono professare liberamente la loro fede.

Nessuna pace è possibile laddove non c’è libertà religiosa o dove non c’è libertà di pensiero e di parola e il rispetto delle opinioni altrui.

Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo! L’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo. La luce della Pasqua ci sprona ad abbattere le barriere che creano divisioni e sono gravide di conseguenze politiche ed economiche. Ci sprona a prenderci cura gli uni degli altri, ad accrescere la solidarietà reciproca, ad adoperarci per favorire lo sviluppo integrale di ogni persona umana.

In questo tempo non manchi il nostro aiuto al popolo birmano, già tormentato da anni di conflitto armato, che affronta con coraggio e pazienza le conseguenze del devastante terremoto a Sagaing, causa di morte per migliaia di persone e motivo di sofferenza per moltissimi sopravvissuti, tra cui orfani e anziani. Preghiamo per le vittime e per i loro cari e ringraziamo di cuore tutti i generosi volontari che svolgono le attività di soccorso. L’annuncio del cessate-il-fuoco da parte di vari attori nel Paese è un segno di speranza per tutto il Myanmar.

Faccio appello a tutti quanti nel mondo hanno responsabilità politiche a non cedere alla logica della paura che chiude, ma a usare le risorse a disposizione per aiutare i bisognosi, combattere la fame e favorire iniziative che promuovano lo sviluppo. Sono queste le “armi” della pace: quelle che costruiscono il futuro, invece di seminare morte!

Non venga mai meno il principio di umanità come cardine del nostro agire quotidiano. Davanti alla crudeltà di conflitti che coinvolgono civili inermi, attaccano scuole e ospedali e operatori umanitari, non possiamo permetterci di dimenticare che non vengono colpiti bersagli, ma persone con un’anima e una dignità.

E in quest’anno giubilare, la Pasqua sia anche l’occasione propizia per liberare i prigionieri di guerra e quelli politici!

Cari fratelli e sorelle,

nella Pasqua del Signore, la morte e la vita si sono affrontate in un prodigioso duello, ma il Signore ora vive per sempre (cfr Sequenza pasquale) e ci infonde la certezza che anche noi siamo chiamati a partecipare alla vita che non conosce tramonto, in cui non si udranno più fragori di armi ed echi di morte. Affidiamoci a Lui che solo può far nuove tutte le cose (cfr Ap 21,5)!

Buona Pasqua a tutti!


Copyright © Dicastero per la Comunicazione – Libreria Editrice Vaticana

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Un percorso dantesco sul tema del perdono

Nel cuore dell’anno del Giubileo della Speranza, la nostra chiesa di San Romano ospita un ciclo di incontri ispirati alla Commedia dantesca, incentrati sul tema della pietà e della misericordia (in allegato la locandina con tutto il programma).

Ogni venerdì, dalle 19:15 alle 20:30, a partire dal 2 maggio, il prof. Paolo Nebbia, dantista e docente di lettere, guiderà un percorso poetico e spirituale tra le anime di Dante, con momenti di lettura, parafrasi e riflessione. Don Paolo Iacovelli, cappellano del carcere di Rebibbia e nostro collaboratore, offrirà spunti di catechesi, illuminando con la luce della fede il cammino verso il perdono. Gli incontri saranno arricchiti da interventi musicali a cura di Gianmauro Grisanti.

Un’occasione unica per meditare insieme sull’amore divino che si fa compassione, in memoria anche di Papa Francesco, che tanto ha parlato di misericordia come cuore del Vangelo.

 

Vi aspettiamo!

Nuovo corso in preparazione al battesimo dei figli – Maggio 2025

Inizia un nuovo ciclo d’incontri in preparazione al Sacramento, specialmente per chi intende battezzare i propri figli nel periodo estivo.

Vi aspettiamo mercoledì 7, 21 e 28 maggio alle ore 19:30 davanti alla chiesa di San Romano. La durata degli incontri sarà di circa un’ora e mezza.

Per iscrivervi vi chiediamo di compilare il form online cliccando sul pulsante qui sotto.

Più informazioni nella pagina dedicata al battesimo a questo link: https://www.sanromano.org/san-romano-battesimo/

**Per concordare con il Parroco la data del battesimo vi chiediamo di passare quanto prima in segreteria parrocchiale, aperta dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19, o di chiedere un appuntamento chiamando negli stessi orari al numero 06 41732407.

Grazie Papa Francesco!

Stamattina, Lunedì dell’Angelo, abbiamo appreso con dolore la notizia della morte dell’amato Papa Francesco. Gli siamo grati per questi fecondi 12 anni di pontificato, nei quali ha saputo testimoniare in molteplici modi l’amore grande e misericordioso di Dio. Siamo certi che il Signore lo accoglierà nelle sue braccia e gli darà la ricompensa promessa ai servi fedeli.

Come comunità di San Romano pregheremo stasera il Santo Rosario per lui alle 17:50 e offriremo per il suo riposo eterno la Santa Messa delle ore 18:30.

Per chi vorrà unirsi alla celebrazione diocesana, il Vicario Generale Mons. Baldo Reina presiederà la Santa Messa in suo suffragio alle ore 19 nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

“Bene, servo buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Signore” (Mt 25, 21).

Aiutiamo i bambini della scuola del nostro Don Eid

“Salva ed educa un bambino” è la campagna lanciata dal nostro Don Eid per aiutare la Scuola Lycée Saint-Elie di Sidone (Libano), di cui è preside dal luglio scorso. L’istituto accoglie numerosi bambini e ragazzi sia cristiani che musulmani che con grande entusiasmo affrontano la sfida della loro educazione in un contesto di conflitti armati ed enormi difficoltà economiche.

Cliccando su questo link trovi tutte le informazioni per le donazioni: Lycee Saint-Elie It.

Aiutali anche tu!

Ps. Riportiamo di seguito le parole pronunciate da Don Eid alla fine della Messa della domenica sera:

Caro Abouna Julio, cari amici e parrocchiani di San Romano al Tiburtin0,

prima di tutto vorrei ringraziare Dio che mi ha dato questa opportunità, ancora una volta, di tornare da voi e di essere con voi in questo luogo, dove ho vissuto momenti meravigliosi della mia vita e del mio percorso a Roma.

Oggi vi parlo con il cuore appesantito. La nostra scuola in Libano, il Lysée Sant’Elie Darbessim, sta affrontando una delle sfide più difficili della sua storia. Ho iniziato il mio incarico a luglio scorso e, purtroppo, la guerra è scoppiata poco dopo il 24 settembre. Durante e dopo il conflitto, ci siamo trovati di fronte a una realtà dura: edifici danneggiati, risorse limitate e famiglie che lottano per garantire ai loro figli un’istruzione dignitosa. Ma nonostante tutto non perdiamo la speranza.

Primo, crediamo fermamente che l’educazione sia la chiave per ricostruire il nostro futuro. I nostri studenti meritano opportunità, non ostacoli. Con il vostro aiuto possiamo ripristinare le aule, fornire materiali scolastici e garantire un ambiente sicuro per l’apprendimento.

Secondo, il nostro corpo docente è la colonna portante della scuola. Gli insegnanti, con dedizione e passione, continuano a svolgere il loro lavoro, ma hanno bisogno di supporto. Investire nella loro formazione e nel loro benessere significa garantire un’istruzione di qualità per le nuove generazioni. Inoltre, la maggior parte dei nostri studenti proviene da famiglie povere e non può permettersi di pagare la retta scolastica.

Terzo, crediamo nella solidarietà. Oggi ci rivolgiamo a voi con fiducia, sapendo che insieme possiamo superare questa crisi. Ogni aiuto, grande o piccolo, fa la differenza. La nostra scuola non è solo un edificio, ma un simbolo di speranza, resilienza e futuro.

 

“Fatti non foste a viver come tutti”. Spettacolo teatrale di beneficenza per la nostra Caritas

“Fatti non foste a viver come tutti” è il bellissimo spettacolo teatrale su Dante e la Divina Commedia che ci propone una compagnia di amici attraverso musiche, versi e riflessioni. Il ricavato andrà a finanziare l’operato della nostra Caritas di San Romano.

Non mancate! Vi aspettiamo sabato prossimo 29 marzo alle ore 16:30 nella nostra Sala Teatro Pier Giorgio Frassati.

Shakespeare in pillole. Spettacolo teatrale

Shakespeare in pillole è una rapida carrellata delle più celebri tragedie del grande bardo inglese. Riadattato in chiave comica, ironica, moderna e politicamente scorretta, lo spettacolo segna il debutto della compagnia The ship of fools, che cerca di portare un po’ di divertimento e di sana “follia” in un mare di grigio pragmatismo, dove a volte, per navigare fuori dalle tempeste, basterebbe, ad arte, prendersi meno sul serio.
Vi aspettiamo sabato prossimo 22 marzo alle 20:30 e Domenica 23 alle ore 18 nella nostra Sala Teatro Pier Giorgio Frassati (ingresso da via delle Cave di Pietralata 81).
Per altre info e prenotazioni guardate la locandina allegata!

Catechesi Quaresimali dei Sacerdoti di San Romano

“Camminando verso la Pasqua nel Giubileo della Speranza” è il titolo del ciclo di catechesi che a turno terranno i sacerdoti di San Romano, per tutta la comunità, ogni martedì sera alle 19:15 in chiesa (trasmesse anche in diretta streaming sulla nostra pagina facebook). Ci aiuteranno così ad approfondire e a vivere al meglio questo tempo di duplice grazia: la preparazione della Pasqua nel contesto dell’Anno Santo 2025.

L’ultimo appuntamento, in programma per mercoledì 9 aprile, avrà come ospite Don Luigi Maria Epicoco, il quale presiederà la Santa Messa delle 18:30 e terrà la catechesi conclusiva in preparazione al Triduo Pasquale. Da non perdere!

In allegato trovate la locandina con il programma completo degli incontri.

Buon ascolto e buona Quaresima a tutti!

Messaggio del Santo Padre Francesco per la Quaresima 2025

Camminiamo insieme nella speranza

Cari fratelli e sorelle!

Con il segno penitenziale delle ceneri sul capo, iniziamo il pellegrinaggio annuale della santa Quaresima, nella fede e nella speranza. La Chiesa, madre e maestra, ci invita a preparare i nostri cuori e ad aprirci alla grazia di Dio per poter celebrare con grande gioia il trionfo pasquale di Cristo, il Signore, sul peccato e sulla morte, come esclamava San Paolo: «La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?» (1Cor 15,54-55). Infatti Gesù Cristo, morto e risorto, è il centro della nostra fede ed è il garante della nostra speranza nella grande promessa del Padre, già realizzata in Lui, il suo Figlio amato: la vita eterna (cfr Gv 10,28; 17,3)[1].

In questa Quaresima, arricchita dalla grazia dell’Anno Giubilare, desidero offrirvi alcune riflessioni su cosa significa camminare insieme nella speranza, e scoprire gli appelli alla conversione che la misericordia di Dio rivolge a tutti noi, come persone e come comunità.

Prima di tutto, camminare. Il motto del Giubileo “Pellegrini di speranza” fa pensare al lungo viaggio del popolo d’Israele verso la terra promessa, narrato nel libro dell’Esodo: il difficile cammino dalla schiavitù alla libertà, voluto e guidato dal Signore, che ama il suo popolo e sempre gli è fedele. E non possiamo ricordare l’esodo biblico senza pensare a tanti fratelli e sorelle che oggi fuggono da situazioni di miseria e di violenza e vanno in cerca di una vita migliore per sé e i propri cari. Qui sorge un primo richiamo alla conversione, perché siamo tutti pellegrini nella vita, ma ognuno può chiedersi: come mi lascio interpellare da questa condizione? Sono veramente in cammino o piuttosto paralizzato, statico, con la paura e la mancanza di speranza, oppure adagiato nella mia zona di comodità? Cerco percorsi di liberazione dalle situazioni di peccato e di mancanza di dignità? Sarebbe un buon esercizio quaresimale confrontarsi con la realtà concreta di qualche migrante o pellegrino e lasciare che ci coinvolga, in modo da scoprire che cosa Dio ci chiede per essere viaggiatori migliori verso la casa del Padre. Questo è un buon “esame” per il viandante.

In secondo luogo, facciamo questo viaggio insieme. Camminare insieme, essere sinodali, questa è la vocazione della Chiesa[2]. I cristiani sono chiamati a fare strada insieme, mai come viaggiatori solitari. Lo Spirito Santo ci spinge ad uscire da noi stessi per andare verso Dio e verso i fratelli, e mai a chiuderci in noi stessi[3]. Camminare insieme significa essere tessitori di unità, a partire dalla comune dignità di figli di Dio (cfr Gal 3,26-28); significa procedere fianco a fianco, senza calpestare o sopraffare l’altro, senza covare invidia o ipocrisia, senza lasciare che qualcuno rimanga indietro o si senta escluso. Andiamo nella stessa direzione, verso la stessa meta, ascoltandoci gli uni gli altri con amore e pazienza.

In questa Quaresima, Dio ci chiede di verificare se nella nostra vita, nelle nostre famiglie, nei luoghi in cui lavoriamo, nelle comunità parrocchiali o religiose, siamo capaci di camminare con gli altri, di ascoltare, di vincere la tentazione di arroccarci nella nostra autoreferenzialità e di badare soltanto ai nostri bisogni. Chiediamoci davanti al Signore se siamo in grado di lavorare insieme come vescovi, presbiteri, consacrati e laici, al servizio del Regno di Dio; se abbiamo un atteggiamento di accoglienza, con gesti concreti, verso coloro che si avvicinano a noi e a quanti sono lontani; se facciamo sentire le persone parte della comunità o se le teniamo ai margini[4]. Questo è un secondo appello: la conversione alla sinodalità.

In terzo luogo, compiamo questo cammino insieme nella speranza di una promessa. La speranza che non delude (cfr Rm 5,5), messaggio centrale del Giubileo[5], sia per noi l’orizzonte del cammino quaresimale verso la vittoria pasquale. Come ci ha insegnato nell’Enciclica Spe salvi il Papa Benedetto XVI, «l’essere umano ha bisogno dell’amore incondizionato. Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: “Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8,38-39)»[6]. Gesù, nostro amore e nostra speranza, è risorto[7]e vive e regna glorioso. La morte è stata trasformata in vittoria e qui sta la fede e la grande speranza dei cristiani: nella risurrezione di Cristo!

Ecco la terza chiamata alla conversione: quella della speranza, della fiducia in Dio e nella sua grande promessa, la vita eterna. Dobbiamo chiederci: ho in me la convinzione che Dio perdona i miei peccati? Oppure mi comporto come se potessi salvarmi da solo? Aspiro alla salvezza e invoco l’aiuto di Dio per accoglierla? Vivo concretamente la speranza che mi aiuta a leggere gli eventi della storia e mi spinge all’impegno per la giustizia, alla fraternità, alla cura della casa comune, facendo in modo che nessuno sia lasciato indietro?

Sorelle e fratelli, grazie all’amore di Dio in Gesù Cristo, siamo custoditi nella speranza che non delude (cfrRm5,5). La speranza è “l’ancora dell’anima”, sicura e salda[8]. In essa la Chiesa prega affinché «tutti gli uomini siano salvati» (1Tm2,4) e attende di essere nella gloria del cielo unita a Cristo, suo sposo. Così si esprimeva Santa Teresa di Gesù: «Spera, anima mia, spera. Tu non conosci il giorno né l’ora. Veglia premurosamente, tutto passa in un soffio, sebbene la tua impazienza possa rendere incerto ciò che è certo, e lungo un tempo molto breve» (Esclamazioni dell’anima a Dio, 15, 3)[9].

La Vergine Maria, Madre della Speranza, interceda per noi e ci accompagni nel cammino quaresimale.

Roma, San Giovanni in Laterano, 6 febbraio 2025, memoria dei Santi Paolo Miki e compagni, martiri.

FRANCESCO

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[1] Cfr Lett. enc. Dilexit nos (24 ottobre 2024), 220.

[2] Cfr Omelia nella Messa per la canonizzazione dei Beati Giovanni Battista Scalabrini e Artemide Zatti, 9 ottobre 2022.

[3] Cfr ibid.

[4] Cfr ibid.

[5] Cfr Bolla Spes non confundit, 1.

[6] Lett. enc. Spe salvi (30 novembre 2007), 26.

[7] Cfr Sequenza della Domenica di Pasqua.

[8] Cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1820.

[9] Ivi, 1821.

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