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Tag: Quaresima

Home / Quaresima
22Febbraio
2026

La Chiesa del Concilio, frutto della Pasqua. Catechesi quaresimali dei sacerdoti di San Romano

22/02/2026
Julio Lavin de Tezanos Pinto
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“La Chiesa del Concilio, frutto della Pasqua” è il titolo del nuovo ciclo di catechesi, offerte a tutta la comunità dai sacerdoti di San Romano, in preparazione al Triduo Pasquale 2026. Il tema prende ispirazione dalla scelta di Papa Leone XIV di dedicare proprio ai documenti del Concilio Vaticano II le Udienze del mercoledì “per riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale” (Udienza generale, 7 gennaio 2026). Gli incontri si terranno il martedì sera alle 19:15 in chiesa, e verranno trasmessi anche in diretta streaming sulla nostra pagina facebook).

L’ultimo appuntamento, in programma per martedì 24 marzo, avrà come ospite S.Em.R. Card. Enrico Feroci, che del Concilio è stato testimone oculare, così com’è stato protagonista della sua attuazione nella nostra chiesa di Roma. Presiederà la Santa Messa delle 18:30 e terrà poi la catechesi conclusiva, consegnandoci i suoi preziosi ricordi personali, nonché indicazioni per la vita attuale della chiesa. Da non perdere!

In allegato trovate la locandina con il programma completo degli incontri.

Buon ascolto e buona Quaresima a tutti!

 

CatechesiQuaresima
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18Febbraio
2026

Ascoltare e digiunare. Messaggio del Santo Padre Leone XIV per la Quaresima 2026

18/02/2026
Julio Lavin de Tezanos Pinto
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Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione

Cari fratelli e sorelle!

La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno.

Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione.

Ascoltare

Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.

Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido» (Es 3,7). L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù.

È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa».[1]

Digiunare

Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio. L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo.

Sant’Agostino, con finezza spirituale, lascia intravedere la tensione tra il tempo presente e il compimento futuro che attraversa questa custodia del cuore, quando osserva che: «Nel corso della vita terrena compete agli uomini aver fame e sete di giustizia, ma esserne appagati appartiene all’altra vita. Gli angeli si saziano di questo pane, di questo cibo. Gli uomini invece ne hanno fame, sono tutti protesi nel desiderio di esso. Questo protendersi nel desiderio dilata l’anima, ne aumenta la capacità».[2] Il digiuno, compreso in questo senso, ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene.

Tuttavia, affinché il digiuno conservi la sua verità evangelica e rifugga dalla tentazione di inorgoglire il cuore, dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà. Esso domanda di restare radicato nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio».[3] In quanto segno visibile del nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al peccato e al male, il digiuno deve includere anche altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché «solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana».[4]

Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.

Insieme

Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Anche la Scrittura sottolinea questo aspetto in molti modi. Ad esempio, quando narra, nel libro di Neemia, che il popolo si radunò per ascoltare la lettura pubblica del libro della Legge e, praticando il digiuno, si dispose alla confessione di fede e all’adorazione, in modo da rinnovare l’alleanza con Dio (cfr Ne 9,1-3).

Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.

Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore.

Di cuore benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.

Dal Vaticano, 5 febbraio 2026, memoria di Sant’Agata, vergine e martire.

LEONE PP. XIV

____________________

[1] Esort. ap. Dilexi te (4 ottobre 2025), 9.

[2] S. Agostino, L’utilità del digiuno, 1, 1.

[3] Benedetto XVI, Catechesi (9 marzo 2011).

[4] S. Paolo VI, Catechesi (8 febbraio 1978).

Leone XIVQuaresima
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17Febbraio
2026

Celebrazioni Mercoledì delle Ceneri

17/02/2026
Julio Lavin de Tezanos Pinto
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Le celebrazioni del Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, si terranno nei seguenti orari:

  • 8:30  Santa Messa
  • 16:45  Liturgia della Parola per bambini e ragazzi
  • 18:30  Santa Messa
  • 21:00  Santa Messa

In tutte le celebrazioni verranno impartite le sacre ceneri.

CelebrazioniQuaresima
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09Marzo
2025

Catechesi Quaresimali dei Sacerdoti di San Romano

09/03/2025
Julio Lavin de Tezanos Pinto
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“Camminando verso la Pasqua nel Giubileo della Speranza” è il titolo del ciclo di catechesi che a turno terranno i sacerdoti di San Romano, per tutta la comunità, ogni martedì sera alle 19:15 in chiesa (trasmesse anche in diretta streaming sulla nostra pagina facebook). Ci aiuteranno così ad approfondire e a vivere al meglio questo tempo di duplice grazia: la preparazione della Pasqua nel contesto dell’Anno Santo 2025.

L’ultimo appuntamento, in programma per mercoledì 9 aprile, avrà come ospite Don Luigi Maria Epicoco, il quale presiederà la Santa Messa delle 18:30 e terrà la catechesi conclusiva in preparazione al Triduo Pasquale. Da non perdere!

In allegato trovate la locandina con il programma completo degli incontri.

Buon ascolto e buona Quaresima a tutti!

CatechesiGiubileoQuaresima
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07Marzo
2025

Messaggio del Santo Padre Francesco per la Quaresima 2025

07/03/2025
Julio Lavin de Tezanos Pinto
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Camminiamo insieme nella speranza

Cari fratelli e sorelle!

Con il segno penitenziale delle ceneri sul capo, iniziamo il pellegrinaggio annuale della santa Quaresima, nella fede e nella speranza. La Chiesa, madre e maestra, ci invita a preparare i nostri cuori e ad aprirci alla grazia di Dio per poter celebrare con grande gioia il trionfo pasquale di Cristo, il Signore, sul peccato e sulla morte, come esclamava San Paolo: «La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?» (1Cor 15,54-55). Infatti Gesù Cristo, morto e risorto, è il centro della nostra fede ed è il garante della nostra speranza nella grande promessa del Padre, già realizzata in Lui, il suo Figlio amato: la vita eterna (cfr Gv 10,28; 17,3)[1].

In questa Quaresima, arricchita dalla grazia dell’Anno Giubilare, desidero offrirvi alcune riflessioni su cosa significa camminare insieme nella speranza, e scoprire gli appelli alla conversione che la misericordia di Dio rivolge a tutti noi, come persone e come comunità.

Prima di tutto, camminare. Il motto del Giubileo “Pellegrini di speranza” fa pensare al lungo viaggio del popolo d’Israele verso la terra promessa, narrato nel libro dell’Esodo: il difficile cammino dalla schiavitù alla libertà, voluto e guidato dal Signore, che ama il suo popolo e sempre gli è fedele. E non possiamo ricordare l’esodo biblico senza pensare a tanti fratelli e sorelle che oggi fuggono da situazioni di miseria e di violenza e vanno in cerca di una vita migliore per sé e i propri cari. Qui sorge un primo richiamo alla conversione, perché siamo tutti pellegrini nella vita, ma ognuno può chiedersi: come mi lascio interpellare da questa condizione? Sono veramente in cammino o piuttosto paralizzato, statico, con la paura e la mancanza di speranza, oppure adagiato nella mia zona di comodità? Cerco percorsi di liberazione dalle situazioni di peccato e di mancanza di dignità? Sarebbe un buon esercizio quaresimale confrontarsi con la realtà concreta di qualche migrante o pellegrino e lasciare che ci coinvolga, in modo da scoprire che cosa Dio ci chiede per essere viaggiatori migliori verso la casa del Padre. Questo è un buon “esame” per il viandante.

In secondo luogo, facciamo questo viaggio insieme. Camminare insieme, essere sinodali, questa è la vocazione della Chiesa[2]. I cristiani sono chiamati a fare strada insieme, mai come viaggiatori solitari. Lo Spirito Santo ci spinge ad uscire da noi stessi per andare verso Dio e verso i fratelli, e mai a chiuderci in noi stessi[3]. Camminare insieme significa essere tessitori di unità, a partire dalla comune dignità di figli di Dio (cfr Gal 3,26-28); significa procedere fianco a fianco, senza calpestare o sopraffare l’altro, senza covare invidia o ipocrisia, senza lasciare che qualcuno rimanga indietro o si senta escluso. Andiamo nella stessa direzione, verso la stessa meta, ascoltandoci gli uni gli altri con amore e pazienza.

In questa Quaresima, Dio ci chiede di verificare se nella nostra vita, nelle nostre famiglie, nei luoghi in cui lavoriamo, nelle comunità parrocchiali o religiose, siamo capaci di camminare con gli altri, di ascoltare, di vincere la tentazione di arroccarci nella nostra autoreferenzialità e di badare soltanto ai nostri bisogni. Chiediamoci davanti al Signore se siamo in grado di lavorare insieme come vescovi, presbiteri, consacrati e laici, al servizio del Regno di Dio; se abbiamo un atteggiamento di accoglienza, con gesti concreti, verso coloro che si avvicinano a noi e a quanti sono lontani; se facciamo sentire le persone parte della comunità o se le teniamo ai margini[4]. Questo è un secondo appello: la conversione alla sinodalità.

In terzo luogo, compiamo questo cammino insieme nella speranza di una promessa. La speranza che non delude (cfr Rm 5,5), messaggio centrale del Giubileo[5], sia per noi l’orizzonte del cammino quaresimale verso la vittoria pasquale. Come ci ha insegnato nell’Enciclica Spe salvi il Papa Benedetto XVI, «l’essere umano ha bisogno dell’amore incondizionato. Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: “Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8,38-39)»[6]. Gesù, nostro amore e nostra speranza, è risorto[7]e vive e regna glorioso. La morte è stata trasformata in vittoria e qui sta la fede e la grande speranza dei cristiani: nella risurrezione di Cristo!

Ecco la terza chiamata alla conversione: quella della speranza, della fiducia in Dio e nella sua grande promessa, la vita eterna. Dobbiamo chiederci: ho in me la convinzione che Dio perdona i miei peccati? Oppure mi comporto come se potessi salvarmi da solo? Aspiro alla salvezza e invoco l’aiuto di Dio per accoglierla? Vivo concretamente la speranza che mi aiuta a leggere gli eventi della storia e mi spinge all’impegno per la giustizia, alla fraternità, alla cura della casa comune, facendo in modo che nessuno sia lasciato indietro?

Sorelle e fratelli, grazie all’amore di Dio in Gesù Cristo, siamo custoditi nella speranza che non delude (cfrRm5,5). La speranza è “l’ancora dell’anima”, sicura e salda[8]. In essa la Chiesa prega affinché «tutti gli uomini siano salvati» (1Tm2,4) e attende di essere nella gloria del cielo unita a Cristo, suo sposo. Così si esprimeva Santa Teresa di Gesù: «Spera, anima mia, spera. Tu non conosci il giorno né l’ora. Veglia premurosamente, tutto passa in un soffio, sebbene la tua impazienza possa rendere incerto ciò che è certo, e lungo un tempo molto breve» (Esclamazioni dell’anima a Dio, 15, 3)[9].

La Vergine Maria, Madre della Speranza, interceda per noi e ci accompagni nel cammino quaresimale.

Roma, San Giovanni in Laterano, 6 febbraio 2025, memoria dei Santi Paolo Miki e compagni, martiri.

FRANCESCO

_____________________

[1] Cfr Lett. enc. Dilexit nos (24 ottobre 2024), 220.

[2] Cfr Omelia nella Messa per la canonizzazione dei Beati Giovanni Battista Scalabrini e Artemide Zatti, 9 ottobre 2022.

[3] Cfr ibid.

[4] Cfr ibid.

[5] Cfr Bolla Spes non confundit, 1.

[6] Lett. enc. Spe salvi (30 novembre 2007), 26.

[7] Cfr Sequenza della Domenica di Pasqua.

[8] Cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1820.

[9] Ivi, 1821.

Copyright © Dicastero per la Comunicazione – Libreria Editrice Vaticana

PapaQuaresima
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09Marzo
2024

Quarantore di Adorazione e Prediche di Quaresima

09/03/2024
Julio Lavin de Tezanos Pinto
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Durante quaranta ore, tra il 20 e il 22 marzo, la comunità di San Romano si ritroverà in preghiera davanti al Santissimo Sacramento, preparando così, nel modo più alto, le celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua del Signore. Non solo, ci proietteremo già nel 2025 preparando il Grande Giubileo che presto vivrà la Chiesa universale: saremo aiutati da due meravigliose Prediche che ci introdurranno nel significato profondo appunto del Giubileo, delle indulgenze e della riconciliazione. Siamo tutti invitati a prendere parte a questo evento di grazia, offrendo la propria disponibilità per coprire uno dei turni di adorazione (o visitando il Santissimo in uno dei momenti della giornata) e ascoltando le catechesi proposte. Ecco il programma di questi tre giorni:

  • Mercoledì 20 Marzo: Adorazione Eucaristica dalle ore 9 alle ore 24. Confessioni dalle ore 17 alle ore 24. Santa Messa ore 18:30 e a seguire Prima predica a cura di Don Ubaldo Cortoni, monaco camaldolese, dal titolo “I Giubilei nella storia”.
  • Giovedì 21 Marzo: Adorazione Eucaristica dalle ore 9 alle ore 24. Confessioni dalle ore 17 alle ore 24. Santa Messa ore 18:30 e a seguire Seconda predica a cura di Don Paolo Iacovelli, dal titolo “Indulgenza e riconciliazione”.
  • Venerdì 22 Marzo: Adorazione Eucaristica dalle ore 9 alle ore 18. Confessioni dalle ore 17 alle ore 20. Santa Messa ore 18:30 e a seguire Via crucis animata dai ragazzi diversamente abili dell’ARVAD.
AdorazioneCatechesiPreghieraQuaresima
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18Febbraio
2024

Quaresima di preghiera e carità a San Romano

18/02/2024
Julio Lavin de Tezanos Pinto
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Il tempo forte della Quaresima è sempre un momento favorevole per la conversione a Dio e per allargare il cuore verso i nostri fratelli e sorelle più bisognosi. Oltre alla preghiera personale e ai personali fioretti e atti di amore che ognuno si impegnerà a fare, siamo chiamati come comunità a partecipare insieme ad alcune iniziative di preghiera e carità che siano anche segno del nostro camminare insieme come chiesa verso la celebrazione della Pasqua. Le trovate nelle locandine allegate.

PreghieraQuaresimaSolidarietà
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12Febbraio
2024

Sante Messe Mercoledì delle Ceneri

12/02/2024
Julio Lavin de Tezanos Pinto
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Le celebrazioni del Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, si terranno nei seguenti orari:

8:30  – 16:45 (liturgia della Parola per i ragazzi)  –  18:30  – 21:00.

In tutte le celebrazioni verranno impartite le sacre ceneri.

CelebrazioniQuaresima
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21Febbraio
2023

Sante Messe Mercoledì delle Ceneri

21/02/2023
Julio Lavin de Tezanos Pinto
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Le celebrazioni del Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, si terranno nei seguenti orari:

8:30  –  16:30 (liturgia della Parola per i ragazzi)  –  18:30  –  21:00.

In tutte le celebrazioni verranno impartite le sacre ceneri.

CelebrazioniQuaresima
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21Febbraio
2021

Quaresima 2021 – Sussidio impaginato

21/02/2021
admin
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Sussidio della Quaresima 2021 con le pagine disposte già organizzate per la piegatura a libretto.

QuaresimaSussidio
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21Febbraio
2021

Quaresima 2021 – Sussidio in sequenza

21/02/2021
admin
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Sussidio della Quaresima 2021 con le pagine in sequenza.

QuaresimaSussidio
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09Aprile
2020

Sussidio Settima Puntata

09/04/2020
admin
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Sussidio per la Lectio Divina proposta per la Quaresima 2020 sulla Passione secondo Matteo.

Lectio divinaQuaresima
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09Aprile
2020

Sussidio Sesta Puntata

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02Aprile
2020

Sussidio Quinta Puntata

02/04/2020
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Sussidio per la Lectio Divina proposta per la Quaresima 2020 sulla Passione secondo Matteo.

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28Marzo
2020

Sussidio Quarta Puntata

28/03/2020
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Sussidio per la Lectio Divina proposta per la Quaresima 2020 sulla Passione secondo Matteo.

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