Palcoscenico nelle periferie: 3 magnifici eventi nel nostro Teatro San Pier Giorgio Frassati
Ci attende un weekend ricco di eventi e di emozioni. Oltre alla giornata tolkeniana che ospiteremo sabato 8 novembre, abbiamo in programma altri 3 magnifici eventi organizzati dagli Imprenditori di Sogni, insieme all’Abbraccio di Edo. Tutto il programma lo trovate nelle locandine allegate.
Accorrete numerosi!


2025
Visita alla Parrocchia di San Romano: Omelia di San Giovanni Paolo II
Domenica, 22 ottobre 1995.
- “Il nostro aiuto viene dal Signore” (Salmo responsoriale).
Il Salmo responsoriale dell’odierna liturgia è un vero e proprio inno alla Divina Provvidenza. Il Salmista alza gli occhi verso l’alto, fiducioso nell’aiuto che il Creatore del cielo e della terra gli offre nella necessità: Colui che veglia incessantemente su Israele, di giorno come di notte, non permetterà che il piede dell’uomo a lui fedele inciampi. “Il Signore è il tuo custode, / – continua il Salmo – il Signore è come ombra che ti copre, / e sta alla tua destra./ Di giorno non ti colpirà il sole, / né la luna di notte./ Il Signore ti proteggerà da ogni male, / egli proteggerà la tua vita./ Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, / da ora e per sempre” (Sal 120, 5-8).
- Quest’inno in onore della Divina Provvidenza fa da sfondo a quanto la liturgia di oggi propone alla nostra riflessione sul tema della preghiera e, prima di tutto, sulla preghiera di impetrazione.
Nella prima Lettura, tratta dal Libro dell’Esodo, ne abbiamo ascoltato una particolare espressione. Durante la lotta contro gli Amaleciti Mosè pregava in cima alla montagna. Quando teneva le mani alzate, prevaleva Israele; quando invece le abbassava per la stanchezza prendeva il sopravvento Amalek. Poiché gli si intorpidivano le braccia, Aronne e Cur, che erano con lui, si diedero da fare per sostenergliele, affinché restassero alzate fino al tramonto del sole. In tal modo, gli Israeliti riuscirono a sconfiggere gli Amaleciti, non tanto per superiorità sul campo di battaglia quanto piuttosto per la potenza della preghiera di Mosè.
Questo racconto del Libro dell’Esodo possiede per noi un indubbio significato paradigmatico. Il Popolo di Dio pellegrinante sulla terra continua la propria battaglia camminando verso la “terra promessa” del Regno di Dio. Il successo di simile lotta, da parte sia della Chiesa che di ogni cristiano, dipende in misura essenziale dalla preghiera. La preghiera è, infatti, l’energia spirituale che permette di sconfiggere i nemici che si oppongono alla nostra salvezza.
- San Luca nel Vangelo ricorda che l’uomo in preghiera, in un certo senso, riportala vittoria su Dio stesso. Ed illustra questo pensiero così audace mediante una parabola.
In una città – egli racconta – c’era un giudice che non temeva né Dio né gli uomini. Vi abitava pure una vedova, che si recava con insistenza da lui chiedendogli: “Fammi giustizia contro il mio avversario” (Lc 18, 3). Quel giudice ingiusto cedette di fronte alla perseveranza della povera vedova. Diceva tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi” (Lc 18, 4-5).
E il Signore conclude: “Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente” (Lc 18, 7-8). È il medesimo contenuto della prima Lettura: Dio attende la nostra preghiera per difenderci contro il male, per aiutarci a superare le contrarietà ed a vincere le lotte della nostra vita.
- Sin qui il brano evangelico procede in un’unica direzione, mostrando l’importanza e l’efficacia della preghiera. Tuttavia Cristo aggiunge alla fine la seguente domanda, che sembra discostarsi dal contesto: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Lc 18, 8).
In realtà questa domanda sulla fede è, allo stesso tempo, una domanda sulla preghiera. Cristo infatti chiede se al momento della sua seconda venuta troverà la preghiera che scaturisce dalla fede. Domanda che contiene in sé un’esortazione per ogni credente a far sì che l’orazione costituisca una importante verifica della sua fede. La Chiesa intera è chiamata a pregare, perché nella preghiera si manifestano il desiderio e l’attesa del ritorno di Cristo, del ritorno definitivo di Cristo. Allo stesso tempo, la preghiera pone in luce la speranza della vittoria del popolo cristiano nei molteplici combattimenti che accompagnano il pellegrinaggio dell’uomo sulla terra.
- Carissimi Fratelli e Sorelle! È una grande gioia per me oggi celebrare l’Eucaristia in mezzo a voi nella Giornata Missionaria Mondiale. Rivolgo un particolare pensiero al Cardinale Vicario, al Vescovo del Settore, Mons. Enzo Dieci, al Parroco Don Giuseppe Marciante ringraziandolo per le sue parole all’inizio, parole accompagnate da diversi colori che manifestano una parrocchia molto colorata, come pure ai suoi collaboratori nel servizio pastorale della vostra vivace e generosa famiglia parrocchiale.
Saluto, inoltre, i catechisti, gli animatori e gli aderenti ai vari gruppi parrocchiali, impegnati nell’azione spirituale e missionaria, nella formazione dei giovani e nella testimonianza della carità.
So che da tempo desiderate di poter disporre di una Chiesa e di ambienti più adeguati alle esigenze pastorali e sociali di questo quartiere ad alta densità abitativa e con molteplici attività commerciali. Auspico che presto si realizzi questa vostra legittima aspirazione. Vi auguro soprattutto, cari Fratelli e Sorelle, di essere un’autentica comunità ecclesiale, pienamente inserita nel territorio, impegnata nella nuova evangelizzazione, capace di portare ogni persona a contatto con Cristo e di promuovere una rinnovata cultura della riconciliazione e della solidarietà.
Questi sono i miei auguri per la vostra comunità nel giorno anniversario dell’inizio del mio Ministero petrino nella Sede di Roma. Diciassette anni fa: era il 22 ottobre come oggi, era una domenica come oggi, ma era un’altra piazza, Piazza San Pietro. Oggi siamo in una piazza in mezzo a grandi palazzi e così si vede che la Chiesa di Roma, attraverso questi palazzi, non ha solo ampiezza, ma anche altezza, diversi piani. Tutti questi piani presentano le persone, le famiglie, le comunità e la Chiesa di Roma. Saluto la Chiesa di Roma, oggi, nella vostra parrocchia, su questa piazza.
- Cari fedeli di San Romano Martire! Nel programma pastorale di quest’anno avete posto ancor più in risalto la centralità dell’Eucaristia nella vita del credente. Proseguite in questo significativo impegno: tutta la vostra esistenza diventi una continua preghiera, come ci ricorda opportunamente la liturgia di questa domenica.
Nel canto al Vangelo abbiamo ripetuto: “La parola di Dio è viva, efficace e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (Eb 4, 12). Questa espressione della Lettera agli Ebrei in un certo senso è collegata con la seconda Lettura, presa dalla seconda Lettera di san Paolo a Timoteo. In essa l’Apostolo esorta il suo discepolo ad attingere abbondantemente dalla Sacra Scrittura la sapienza che porta alla salvezza mediante la fede in Gesù Cristo. Il battezzato deve, infatti, costantemente approfondire questa sapienza, se vuole diventare un uomo perfetto, pronto a compiere ogni opera buona (cf. 2 Tm 3, 16). In particolare, deve progredire in questa sapienza divina colui che, come Timoteo, è chiamato ad annunziare la Parola di Cristo ai fratelli. “Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina” (2 Tm 4, 2). Proprio in tal senso la parola di Dio è viva ed efficace, come afferma il Canto al Vangelo.
- Anche questa parte della Liturgia della Parola presenta il tema della preghiera? Sì, ma in un senso diverso rispetto agli altri testi. Essi, infatti, illustrano la preghiera di impetrazione, mentre questi ultimi brani parlano piuttosto della preghiera contemplativa, che consiste nella familiarità con la Parola del Dio vivente, capace di scrutare i sentimenti e i pensieri del cuore (cf. Eb 4, 12). Nell’ambito della preghiera ecco un elemento particolarmente importante: si tratta, infatti, non soltanto di presentare a Dio le necessità ed i desideri d’ogni giorno, ma ancor più di lasciar operare Dio in noi mediante la sua divina Parola.
L’orazione della mente e del cuore è fondamentale per gli Apostoli e per chi è inviato ad istruire e guidare i fratelli nella via della piena partecipazione al Regno di Dio. Per tale motivo san Paolo scrive a Timoteo: “Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti” (2 Tm 4, 1).
L’Apostolo scongiura il discepolo con una parola radicale, per stimolarlo all’azione apostolica: “Annunzia la parola!” (2 Tm 4, 2). Questa supplica contiene in un certo senso anche un’esortazione: rimani a contatto con la Parola di Dio che è viva e dà la vita! Proprio la comunione nella preghiera ti permetterà di trasmettere fedelmente il messaggio evangelico a quanti ti ascoltano e di edificare così la Chiesa, affrettando l’avvento del Regno di Dio sulla terra.
Ciò è specialmente attuale nella Giornata Missionaria Mondiale. Quella di Paolo è una Lettera missionaria che deve essere letta e meditata in questa domenica. Si deve dire, tornando a Roma, che essa è stata il primo e principale centro delle missioni della Chiesa, in tutta l’Europa, specialmente in quella occidentale, e negli altri Continenti. Si deve mantenere questa missionarietà della Chiesa romana, ed essa si mantiene. Ringrazio tutti coloro che prendono parte alla grande opera missionaria della Chiesa di Roma.
La Chiesa deve costantemente adoperarsi affinché il Figlio dell’uomo, quando ritornerà nella gloria, trovi sulla terra la fede che si esprime nella preghiera: fede viva verso Dio, richiamo ad una carità operosa nei confronti dei fratelli.
Voglio in modo speciale pregare insieme con voi in questa giornata così importante per me. L’Eucaristia è la preghiera più piena. Celebrando l’Eucaristia, partecipando a questa grande preghiera di Cristo, noi ci avviciniamo alla venuta del Signore.
Amen!
© Copyright 1995 – Libreria Editrice Vaticana
2025
“Se dico donna” – spettacolo teatrale
Un percorso tra monologhi e poesie, attraverso il quale lo spettatore viene invitato ad una riflessione sul ruolo sociale della donna.
La messa in scena è il risultato del lavoro laboratoriale Fare Teatro per la 3^ età.
Vi aspettiamo sabato 25 ottobre alle ore 19 nella nostra Sala Teatro San Pier Giorgio Frassati.
2025
La Messa alla Rambla della Grande Festa di San Romano
La Grande Festa di San Romano 2025 ci ha regalato un momento davvero unico sabato scorso alla Rambla, quando al tramonto, su un palcoscenico adibito ad altare, in una piazza gremita di fedeli e circondata a distanza dai palazzi del quartiere che le facevano da cornice, è stata celebrata la Messa più significativa della festa, presieduta dal nostro caro Don Giuseppe Marciante. Erano presenti il Presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti, il Presidente del comitato di quartiere Pericle Bellofatto, rappresentanti di tutti i gruppi e associazioni di San Romano e una folla numerosa di grandi e piccoli che ha risposto all’invito di partecipare, per la prima volta, a una messa celebrata nel nuovo spazio del quartiere (in calce all’articolo trovate la galleria fotografica curata da Gian Luca Pallai, che ringraziamo).
È stato lo stesso Don Giuseppe a farci emozionare ancora quando, lasciandosi andare ai suoi ricordi personali, ci ha fatto rivivere i momenti e i gesti più significativi di quell’indimenticabile visita di San Giovanni Paolo II a San Romano 30 anni fa. Richiamando alla mente e al cuore soprattutto la liturgia eucaristica celebrata a Largo Beltramelli, ci ha fatto anche riascoltare alcuni passaggi della bellissima omelia pronunciata in quell’occasione da Papa Woytiła (la potete leggere a questo link).
Con uno sguardo al passato, la piazza viva del presente, proiettati fiduciosi verso il futuro, credo tutti abbiamo riscoperto la vocazione grande che ha San Romano verso il mondo che la circonda, e si è sentita rinnovata nella sua missione di abbracciare tutte le famiglie, i bambini, i giovani, gli ammalati, coloro che sono soli, i diversamente abili, i poveri, con lo stesso amore con cui si è sempre sentita amata e benedetta da Dio.
“Viva San Romano!”, tuonava Don Giuseppe alla fine della messa: sia l’augurio di una vita sempre nuova nella fede, nell’impegno, nella gioia e nella carità.
Sì, viva San Romano!
Don Julio.
2025
La grande musica nelle periferie: 5 concerti gratuiti nel teatro di San Romano
Un viaggio musicale dal barocco alle colonne sonore hollywoodiane: è quello che propone la rassegna “La Grande Musica nelle Periferie”, che dal 19 al 30 ottobre 2025 porterà cinque concerti gratuiti nella Chiesa di San Romano Martire a Pietralata.
La musica come strumento di inclusione
Il progetto, realizzato da R S Eventi Srl con il patrocinio di Roma Capitale e il sostegno dei fondi europei Next Generation EU, vuole trasformare una periferia romana in un vero e proprio palcoscenico culturale. L’idea è semplice ma potente: rendere la grande musica un patrimonio condiviso, accessibile a chiunque voglia ascoltarla senza barriere economiche né geografiche.
Cinque concerti, cinque esperienze diverse
Il programma è un mosaico di stili e atmosfere (vedi locandina in calce all’articolo):
- Vivaldi e Bach aprono la rassegna con un concerto per violino e archi (19 ottobre).
- Beethoven e Schubert protagonisti del secondo appuntamento per fiati (21 ottobre).
- Duke Ellington e il jazz swing americano rivivono con la Cotton Club Orchestra (23 ottobre).
- Il bel canto torna con le arie liriche interpretate da Anna Kazlova e Giorgio Carli (26 ottobre).
- Le colonne sonore da Oscar chiudono la rassegna con la Nova Amadeus Chamber Orchestra (30 ottobre).
Ogni concerto si svolgerà a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, trasformando Pietralata in una tappa obbligata per gli appassionati di musica e per chi vuole scoprire un evento culturale di qualità senza spostarsi dal quartiere.
Reazioni e aspettative
L’iniziativa ha già suscitato grande interesse tra i residenti e gli addetti ai lavori. “La periferia ha sete di cultura – commenta un abitante di Pietralata – e iniziative come questa fanno sentire la comunità parte di un progetto più ampio”. Anche le istituzioni sottolineano il valore del progetto, inserito nel programma Caput Mundi del PNRR per grandi eventi culturali.
Dove e come partecipare
La Chiesa di San Romano Martire si trova a pochi minuti dalla metro B (fermate Tiburtina e Quintiliani). Gli organizzatori invitano il pubblico a preferire i mezzi pubblici, la bicicletta o gli spostamenti a piedi. Per informazioni è attiva l’infoline 334 7362163, oltre al sito ufficiale www.rseventi.it.
Cultura che unisce
Con “La Grande Musica nelle Periferie” Roma dimostra che la cultura non è confinata nei teatri del centro, ma può diventare un’occasione di incontro e bellezza anche nei quartieri più popolari. Un messaggio che va oltre la musica e parla di comunità, inclusione e futuro.

2025
Giovanni Scifoni alla Grande Festa di San Romano 2025
Un grande successo abbiamo visto ieri alla prima serata della nostra Grande Festa di San Romano 2025, che dopo tanti è uscita fuori dai cancelli della Parrocchia, per svolgersi nel nuovo spazio pubblico del quartiere: la Rambla di Pietralata. Un pubblico numeroso ed entusiasta ha seguito la magnifica serata-spettacolo proposta dal drammaturgo e attore Giovanni Scifoni, abitante di Pietralata, famoso per le sue notevoli creazioni e performance teatrali, cinematografiche e televisive.
In dialogo con il nostro Parroco su diversi argomenti che riguardavano il quartiere, la sua carriera, la sua vita e la fede, ha saputo regalarci, insieme a tante risate e aneddoti, riflessioni veramente toccanti e profonde.
Un grande grazie al vescovo Don Dario Gervasi, salito anche lui sul palco (prima aveva celebrato la Santa Messa di anniversario della consacrazione della nuova chiesa), al Presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti, all’assessore alla cultura Maurizio Rossi, alla consigliera Danila Fruci e al Presidente del comitato di quartiere Pericle Bellofatto, che ci hanno onorato con la loro presenza. Grazie ai nostri sponsor e a tutti coloro che hanno organizzato e reso possibile lo spettacolo. Grazie infine al pubblico, della comunità e del quartiere, che ha contribuito a rendere la serata di ieri indimenticabile.
Un grazie infine a Valentina Ponticelli e Giulia Neri, che hanno tradotto in LIS per i nostri amici sordi, a Maurizio Gazzetta, che ha curato la diretta Facebook (visibile a questo link https://www.facebook.com/share/v/1FssvTAY26/) e a Gianluca Pallai per la fantastica galleria fotografica che condividiamo in questo articolo.
Ci rivediamo stasera e domani alla Rambla!
2025
“50 anni di Jazz e non solo”. Concerto di apertura della Festa Parrocchiale
Domenica prossima 12 ottobre alle ore 17 nella Sala Teatro San Pier Giorgio Frassati, e dando il “la” alla nostra Grande Festa Parrocchiale 2025, si esibirà l’orchestra giovanile di jazz della Scuola di Musica Popolare di Testaccio, evento realizzato in collaborazione con l’Istituto Arcangelo Corelli.
Un concerto imperdibile!

2025
Riprendono gli incontri degli “Accademici di via Tiburtina”
Giovedì prossimo 2 ottobre riprendono gli interessantissimi “Incontri letterari” a cura della Prof.ssa Loredana Mambella e in particolare il percorso iniziato prima dell’estate su “L’Iliade”. Trovate tutte le informazioni nella locandina allegata.
Vi aspettiamo!

2025
Il mondo a colori di Bianca – Spettacolo teatrale
Emozioni in arrivo presso il Teatro San Pier Giorgio Frassati della nostra Parrocchia domenica prossima 5 Ottobre alle ore 17,30.
Il Mondo a Colori di Bianca non è solo un viaggio teatrale, è la storia che trae lo spunto dai salotti d’arte di fine 800, di una donna artista che lotta tenacemente per opporsi a una società ancora maschilista.
Una donna coraggiosa, che attraverso la pittura, i colori e l’arte vuole cambiare il mondo.
Bianca, rievocando le grandi artiste del passato, valica quei confini che vanno oltre l’ordinario, oltre il visibile, indirizzando lo sguardo di chi osserva verso nuovi orizzonti e mondi meravigliosi.
Attraverso il linguaggio dell’arte, lei vuole diffondere anche un messaggio di pace destinato a tutti i popoli del mondo.
Porta con te il cuore aperto, l’emozione è garantita!

