“Nessuno è escluso dalla felicità”. Messaggio di Natale del Parroco
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"Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita”.

Queste magnifiche parole, pronunciate da San Leone Magno nel suo primo Sermone di Natale quindici secoli or sono, mentre tramontava l’impero romano, risuonano con grande forza in questi nostri giorni altrettanto difficili. Potremmo pensare di avere tanti motivi per non gioire: la decadenza mondiale della politica, il prevalere di un’economia globale sempre più ingiusta, il dramma delle migrazioni e delle povertà che incalzano, le grandi difficoltà per chi cerca lavoro e per chi, avendolo trovato, deve affrontare ambienti spesso inospitali. Non ci è nascosta la solitudine delle famiglie, le tribolazioni che esse vivono quando si affacciano malattie o divisioni, come si arranca dovendo far fronte a innumerevoli spese e impegni, quanto è diventato in salita il crescere dei figli. A tutto ciò si aggiunge una fragilità sempre più comune che porta tutti noi ad abbatterci facilmente, a lasciarci sfuggire le gioie, a sentirci profondamente sfortunati e inadeguati, nonché soli e poco avvezzi alla speranza.

Tuttavia possiamo dire con il santo Papa Leone e con grande convinzione che in questo Natale c’è spazio per la gioia, anzi che “nessuno è escluso da questa felicità”, non perché ci illudiamo che tutto migliorerà magicamente, ma perché “un Bambino è nato per noi, ci è stato dato un Figlio.” (Isaia 9,5). Il Cristo-Dio, manifestandosi tra noi nella debolezza disarmante di un neonato, in una famiglia che di tribolazioni ne ha conosciute e ne conoscerà ancora, e scegliendo per la sua nascita la periferia del mondo di allora – e in essa una grotta buia simbolo del suo rifiuto, ma forse anche di tutte tenebre, povertà e disperazioni del mondo –, ha voluto incontrarci proprio lì dove soffriamo, dove non comprendiamo, dove tocchiamo con mano la nostra frustrazione. Per questo il Figlio dell’Altissimo si è abbassato, l’Onnipotente si è reso piccolo e la Gloria si è umiliata: per raggiungere noi e rialzarci. Per questo la Luce del mondo è brillata e la Gioia è stata annunciata dagli angeli: per strappare noi dal non senso e dalla tristezza.

“Sursum corda”! ll Natale è tempo di risvegliare quella speranza che dorme in noi, di dar spazio di nuovo all’allegria. E se “nessuno è escluso dalla felicità”, aiutiamo chi non lo sa a riscoprirlo. Perché non c’è tempo più favorevole di questo per trasmettere “la gioia delle promesse eterne”, e per condividere da veri fratelli e sorelle ogni dono ricevuto dal Cielo.

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